Digitale, imprese del triveneto tra più mature d’Italia. Cloud, AI e connettività al centro degli investimenti. A frenare l’innovazione non le risorse ma la cultura

Tutti i dati dell'Assintel Report Triveneto diffusi durante il roadshow a Trieste

Trieste, 10 aprile 2026

Le imprese del Triveneto (Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto adige) sono tra le più mature d’Italia sul digitale: il 15,4% dichiara di avere una strategia digitale definita con processi integrati, contro il 9,9% della media nazionale. Oltre 5 punti di vantaggio che collocano il territorio tra i migliori della Penisola su questo piano. Nonostante ciò, il 77,9% delle imprese non utilizza ancora nessuna piattaforma di intelligenza artificiale — dato in linea con il 76,2% nazionale — e il principale ostacolo alla digitalizzazione non sono le risorse economiche, a differenza di altre aree del Paese, ma la mancanza di cultura aziendale del cambiamento. È il ritratto che emerge dall’Assintel Report con focus sul Triveneto, presentato nell’ambito del roadshow “La via del Digitale per le imprese italiane” che si è tenuto a Trieste, organizzato da Assintel e Confcommercio.

La ricerca — realizzata da Assintel-Confcommercio con le società di ricerca TIG, Istituto Ixè e Webidoo Insight Lab, con la sponsorship di AWS, Grenke, Intesa Sanpaolo e Webidoo — fotografa un territorio con dotazioni ICT solide e una maturità digitale sopra la media, ma dove la trasformazione profonda dei modelli di business e della cultura interna è ancora incompiuta.

Maturità digitale: il Triveneto supera la media nazionale. Il dato sulla maturità digitale è uno dei più significativi della ricerca. Il 15,4% delle imprese trivenete dichiara di avere una strategia digitale definita con processi integrati (contro il 9,9% nazionale). Il numero medio di dotazioni ICT per azienda è pari a 5,3, leggermente al di sotto della media nazionale (5,6). Le tecnologie più diffuse sono il sito web aziendale (82,9%), soluzioni per la collaborazione e la produttività (75,3%), la connettività (75,4%) e la cybersecurity (62,9%).

Budget ICT 2025: prudenza e stabilità. Per il 2025, la maggioranza delle imprese del Triveneto (l’80,8%) non prevede variazioni al proprio budget ICT, rispetto al 75,8% della media nazionale. Solo il 15,8% prevede un aumento (vs 19,3% nazionale), mentre le riduzioni riguardano solo il 3,5% delle aziende (vs 5,0% nazionale). Per il 2026, il quadro è simile: il 25,8% delle imprese del Triveneto prevede un aumento del budget ICT, rispetto al 30,2% della media nazionale.

Cloud: più hyperscaler, meno ibrido. Sul fronte cloud, emerge una scelta netta verso i grandi provider globali: il 38,2% delle imprese del Triveneto si affida esclusivamente a hyperscaler come Google, Amazon e Microsoft, rispetto al 28,2% della media nazionale. Al contrario, la strategia ibrida (provider locali e globali combinati) è adottata dal 26,7% delle imprese trivenete, contro il 39,6% nazionale. Un approccio più lineare e concentrato, che punta sulla semplicità gestionale.

Intelligenza Artificiale: adozione in linea con la media, ChatGPT in testa.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, il 28,6% delle imprese del Triveneto sperimenta, testa o integra soluzioni di AI, in linea con la media nazionale del 29,1%. Lo strumento più diffuso è ChatGPT (17,8%, in linea con il 17,5% nazionale), seguito da altre piattaforme AI (2,7%), Copilot (1,5%) e Google Cloud AI (2,8%). Il 77,9% delle imprese non utilizza ancora nessuna piattaforma AI.

Competenze digitali e cultura dell’innovazione: il nodo da sciogliere.

Il 32,7% delle aziende del Triveneto dichiara di disporre di ottime competenze digitali interne abbinate a una cultura aziendale innovativa, in linea con il 32,6% nazionale. Tuttavia, il 18,5% delle imprese indica come principale ostacolo alla digitalizzazione la mancanza di interesse o di cultura aziendale del cambiamento continuo (contro il 14,5% nazionale): un gap di quasi 4 punti che segnala un terreno ancora da lavorare sul fronte culturale. Le risorse economiche limitate restano comunque il freno principale per il 19,4% delle imprese (vs 26,6% nazionale), un dato positivo che mostra come nel Triveneto questo ostacolo sia meno sentito che altrove.

Green IT: attenzione alla sostenibilità sotto la media. Solo il 30,8% delle imprese trivenete ha adottato iniziative per ridurre l’impatto ambientale dei sistemi ICT (green cloud, riduzione consumi IT, strategie ESG digitali), contro il 36% della media nazionale. Un dato che suggerisce margini di miglioramento sull’integrazione tra digitalizzazione e sostenibilità.

Il contesto territoriale: non è un ostacolo. Positivo il dato sul contesto locale: solo il 14,9% delle imprese ritiene che le infrastrutture territoriali ostacolino la propria digitalizzazione (vs 17% nazionale). Il 73,7% dichiara che il territorio non ha inciso sul processo di digitalizzazione: un segnale che l’ecosistema del Triveneto è percepito come neutro o addirittura favorevole.

“Il Triveneto è un territorio con una grande tradizione imprenditoriale e una solida infrastruttura produttiva - dice Paola Generali, Consigliera Nazionale di Confcommercio con incarico alla digitalizzazione, nonché presidente di Assintel ed EDI - I dati di questa ricerca ci dicono che le imprese della regione stanno investendo nel digitale con pragmatismo e solidità, preferendo scelte consolidate. Il vero passo avanti ora riguarda la cultura: costruire una visione strategica condivisa dell’innovazione, capace di trasformare la competenza tecnica già presente in vantaggio competitivo duraturo. Il nostro impegno è accompagnare le imprese in questo percorso con strumenti concreti, supportando in particolare le Pmi in questo passaggio culturale e tecnologica”.

“Il Sistema camerale - ha ricordato Antonio Paoletti, presidente della CCIAA della Venezia Giulia - può definirsi un precursore della digitalizzazione grazie alla creazione del Registro delle Imprese, con sei milioni di aziende ed una sola banca dati. Il Registro, gestito da InfoCamere, società consortile delle Camere di commercio italiane, è la memoria economica del Paese. Se esiste pertanto una parola che attraversa tutta la storia del Sistema camerale italiano e di InfoCamere, quella è semplificazione. Con i Punti impresa digitale (PID) stiamo svolgendo un ruolo determinante, avendo accompagnato oltre 800mila imprese nei processi di cambiamento, attraverso l’erogazione di servizi di informazione, formazione, assesment, orientamento e mentoring. Il progetto EVAL-IA, sviluppato da InfoCamere, nasce per rendere più efficiente l’Intelligenza Artificiale. Si tratta di un sistema che analizza i siti degli enti camerali, ne evidenzia le lacune e propone come migliorare la scrittura di siti e contenuti per un utilizzo più efficiente dei chat bot”.

Press info: Blum. Business as a medium
Viola Contursi, viola.contursi@blum.vision