
DIGITALE, IN PUGLIA LE AZIENDE GUARDANO AL FUTURO: PIÙ AI, PIÙ IOT E BUDGET IN CRESCITA PER IL 2026, MA RESTANO LE SFIDE SU COMPETENZE E MATURITÀ DIGITALE
Il presidente di Assintel Taranto Michele Chimienti: “In un panorama così in evoluzione come quello delle aziende pugliesi del digitale, eventi come il Salone Mediterranno dell’Impresa hanno un significato che va oltre la semplice vetrina tecnologica: sensibilizzare il sistema economico locale alla necessità di innovare.”
Taranto, 27 maggio 2026
La Puglia si conferma anche quest’anno locomotiva digitale del Sud. In un Meridione italiano dove la crescita del comparto per il 2025 è stata del 3,5%, contro il 4,5% nazionale, le imprese pugliesi mostrano una crescente familiarità con le tecnologie emergenti – soprattutto Intelligenza Artificiale e Internet of Things – e prevedono un netto aumento dei budget ICT per il 2026, in maniera più consistente della media italiana. Le imprese pugliesi, inoltre, non si sentono ostacolate dal contesto dalle infrastrutture tecnologiche locali ma patiscono ancora una scarsa cultura innovativa generale, nonostante abbiano buone competenze digitali interne. Sono questi i principali dati emersi dall’Assintel Report con focus sulla Puglia presentati a Taranto durante l’evento “L’orizzonte digitale del Mezzogiorno” organizzato da Confcommercio Taranto con Assintel nell’ambito del Salone Mediterraneo dell’Impresa.
Maturità digitale. Dai dati illustrati a Taranto dal segretario generale di Assintel, Andrea Ardizzone, emerge che il 66,6% delle aziende pugliesi utilizza soluzioni digitali di base (e-mail, sito web, software gestionali) ma che in Puglia molte più aziende della media nazionale hanno anche familiarità con le tecnologie emergenti, come l’Internet of Things (usata dal 26,7% delle imprese pugliesi contro il 17,6% della media nazionale) e l’intelligenza artificiale (di cui ha familiarità il 43,9% delle imprese pugliesi contro il 29,1% della media nazionale). Cresce anche l’utilizzo concreto delle piattaforme AI: il 29,2% delle imprese pugliesi utilizza già almeno una piattaforma di intelligenza artificiale (vs 23,8% a livello nazionale), con ChatGPT al primo posto (18,9%), seguito da Google Cloud AI (6,8%) e Gemini (8,9%).
Budget ICT. Sul fronte degli investimenti, il quadro pugliese appare come una vera e propria locomotiva: il 39,1% delle imprese pugliesi prevede un aumento del budget ICT quest’anno rispetto al 2025, un dato nettamente superiore alla media nazionale del 30,2%, segnale di un orientamento strategico di medio periodo verso la trasformazione digitale.
Sostenibilità digitale. La sensibilità verso la sostenibilità ambientale in ambito ICT è in crescita in Puglia: il 43,2% delle imprese pugliesi ha avviato iniziative per ridurre l’impatto ambientale dei propri sistemi ICT (green cloud, riduzione consumi IT, strategie ESG digitali), un dato sensibilmente superiore alla media nazionale del 36%.
Sempre secondo i dati dell’Assintel report Puglia 2026, tra i principali freni alla digitalizzazione, le imprese pugliesi indicano in primo luogo la mancanza di competenze (18,7%), un dato leggermente superiore alla media nazionale (15,1%). Emerge inoltre con forza la difficoltà nell’identificare nuove architetture IT per il digital business (13,85% vs 5,6% in Italia) e nel misurare i risultati ottenuti (11,3% vs 5,5% in Italia), segnale di una fase in cui le aziende avvertono il bisogno di accompagnamento strategico oltre che tecnologico. Positivo invece il dato sul clima economico: l’indice complessivo di clima economico delle imprese pugliesi è pari a 68,5%, superiore alla media nazionale di 65%, con prospettive particolarmente ottimistiche (71,8 vs 69,7 in Italia).
Competenze e cultura innovativa. Sul fronte interno, il 43% delle imprese pugliesi dichiara di disporre di ottime competenze digitali e una cultura aziendale innovativa (vs 32,6% a livello nazionale), un segnale incoraggiante. Tuttavia, il 23% segnala una scarsa cultura innovativa nonostante buone competenze tecniche, mentre il 32,25% riconosce di avere una cultura innovativa ma competenze digitali ancora da sviluppare. Anche il contesto territoriale è percepito con maggiore serenità: l’83,4% delle imprese pugliesi ritiene che le infrastrutture tecnologiche del territorio non abbiano inciso negativamente sul proprio percorso di digitalizzazione (vs 71,7% nazionale).
“In un panorama così in evoluzione come quello delle aziende pugliesi del digitale, eventi come il Salone Mediterranno dell’Impresa hanno un significato che va oltre la semplice vetrina tecnologica – commenta Michele Chimienti, presidente di Assintel Taranto – Rispondono a un’esigenza concreta: sensibilizzare il sistema economico locale alla necessità di innovare, perché solo così si può garantire crescita e competitività per il futuro. La nostra associazione, da poco costituita a Taranto, nasce proprio con questo obiettivo e lavorerà ogni giorno per accompagnare le imprese del territorio, a partire dalle PMI, in questo percorso”.
“Tra i settori in crescita, insieme a turismo e blue economy, la Provincia di Taranto registra un incremento interessante dei servizi - sottolinea Giuseppe Spadafino, presidente Confcommercio Taranto - E tra questi, innovazione e digitale rappresentano un + 17.5% nel saldo attivazioni cessazioni nell’ultimo quinquennio. Le imprese ioniche, soprattutto quelle medie e grandi dimensioni, si distinguono in investimenti effettuati negli ultimi 12 mesi. Un dato che trova conferma anche nelle intenzioni di investimento per i prossimi 12 nel settore ICT. Faticano maggiormente le micro e piccole imprese, sia in termini di investimenti previsti nel digitale che di capacità di attrazione di investimenti tramite misure regionali ed europee per la digitalizzazione. E sono proprio queste ultime che vogliamo accompagnare con maggiore forza, perché in un sistema economico che cambia, supportare le micro e piccole imprese, che rappresentano la spina dorsale dell’economia ionica, significa aiutarle a cambiare pelle e ad essere maggiormente competitive su un mercato che cambia e a cui si può rispondere principalmente tramite la transizione digitale”, conclude.
Press info: Blum. Business as a medium
Viola Contursi, viola.contursi@blum.vision





