Startup, 96% fallisce per problemi strutturali. Assintel al governo: servono aiuti urgentemente da fondo dedicato a incentivi e semplificazioni

comunicato stampa

Il vicepresidente di Assintel-Confcommercio Dante Laudisa: “Le imprese non vengano lasciate da sole”

Milano, 19 giugno 2026

La maggior parte delle startup nel mondo non fallisce per mancanza di idee, ma per problemi strutturali che un ecosistema maturo - e politiche pubbliche adeguate - potrebbero prevenire. Questo l’assunto emerso durante l’Assintel Startup Speed Date che si è tenuto a Milano e in cui Assintel, l’associazione che in Confcommercio riunisce le imprese italiane del digitale, ha fatto incontrare startup, imprese consolidate, investitori, mentor, incubatori, acceleratori e professionisti dell'innovazione.

I dati emersi, illustrati dal PoliMi GSoM Entrepreneurship Club - secondo i dati elaborati da CB Insights su 385 fallimenti e dal Founders Forum Group (The Ultimate Startup Guide With Statistics 2024-2025) - dicono che il 70% delle startup cessa l'attività per esaurimento della liquidità, il 42-43% per assenza di mercato reale, il 23% per composizione inadeguata del team. A questi numeri si aggiunge - come ha documentato il club del PoliMI - l'analisi di Bill Gross su oltre 200 aziende in trent'anni di attività con Idealab, secondo cui il timing - ovvero la capacità di arrivare sul mercato nel momento giusto - pesa per il 42% sul successo di un'impresa, più dell'idea stessa, del team e dei finanziamenti messi insieme.

Alla luce di questi dati, Assintel lancia un monito chiaro, rivolto alle istituzioni: «Servono urgentemente - spiega Dante Laudisa, vicepresidente Assintel e coordinatore del progetto StartupHub2030 - sostegni per le startup, che da sole non ce la fanno. Quelle che sopravvivono sono dentro a un ecosistema virtuoso, quello che proviamo a fare ogni giorno con il nostro StartupHub2030 in Assintel, ma è urgente che siano prima di tutto le istituzioni a validare, valorizzare e sostenere iniziative analoghe. I passi fatti finora, in ultimo con il pacchetto AI approvato dal Governo, sono segnali importanti ma quello che i dati ci dicono è che il problema principale delle startup ICT italiane è la mancanza di ossigeno finanziario nelle fasi pre-revenue, dove il 70% dei fallimenti si consuma. Chiediamo al Governo di agire su più fronti: un fondo pre-revenue dedicato alle startup ICT; incentivi fiscali per gli ecosistemi privati di supporto; semplificazione dell’accesso agli strumenti esistenti; riconoscimento istituzionale degli ecosistemi associativi come infrastrutture abilitanti».

Nello specifico l’associazione di Confcommercio chiede in primis di istituire un fondo pubblico che intervenga nelle fasi seed e pre-seed con strumenti misti di equity e debito agevolato. I modelli di riferimento europei - il Future Fund britannico (£1,1 miliardi erogati nel 2020-2022) e il programma EXIST tedesco (€47,5 milioni/anno del BMBF) - dimostrano che interventi mirati in questa fase generano rendimenti sistemici misurabili, sia in termini occupazionali sia di PIL digitale. Assintel chiede inoltre di introdurre detrazioni o crediti d’imposta per le imprese consolidate che affiancano startup in programmi strutturati di mentorship, procurement e co-sviluppo. E riformare i criteri di accesso agli strumenti già disponibili - dal Fondo Nazionale Innovazione al Piano Transizione 5.0 - riducendo i carichi burocratici che oggi li rendono di fatto inaccessibili alle startup nelle loro fasi più critiche. Infine l’associazione chiede al Governo il riconoscimento istituzionale di ecosistemi come StartupHub2030 e le iniziative analoghe promosse dal sistema associativo, che per Assintel dovrebbero essere co-finanziate attraverso fondi PNRR o regionali, con metriche di impatto chiare e rendicontabili.

«Il 96% delle startup non fallisce per mancanza di idee: fallisce perché nessuno ha ancora reso sistematico il lavoro di connessione, validazione e accompagnamento. È il momento che le istituzioni colmino questa lacuna strutturale», conclude Laudisa.

Press info: Blum. Business as a medium
Viola Contursi, viola.contursi@blum.vision