Copia privata: AIIP, ANDEC, ANITEC-ASSINFORM, ASMI e ASSINTEL sulla risposta del ministero all’interrogazione parlamentare

Restano elementi di riflessione sull’introduzione di un meccanismo che prevede l’applicazione del compenso sia sui dispositivi sia sui servizi di memorizzazione in cloud

Milano, 27 marzo 2026

In relazione alla risposta fornita dal Ministero della Cultura all’interrogazione parlamentare sull’aggiornamento delle tariffe per l’equo compenso per copia privata, AIIP, ANDEC, Anitec-Assinform, Asmi e Assintel evidenziano come la risposta non abbia pienamente chiarito le motivazioni alla base delle scelte operate dal Ministero. In particolare, restano elementi di riflessione sull’introduzione di un meccanismo che prevede l’applicazione del compenso sia sui dispositivi sia sui servizi di memorizzazione in cloud, con l’evidente risultato di doppie imposizioni.

Si rileva, inoltre, come il decreto adottato sia esattamente coincidente con la versione posta in consultazione, nonostante i contributi pervenuti – inclusi quelli di segno critico – che auspicavano una più ampia valutazione delle osservazioni avanzate dalle categorie interessate.

Alla luce del quadro normativo vigente, l’aggiornamento del decreto avrebbe dovuto fondarsi non solo su un’analisi tecnica ed evolutiva del mercato e delle abitudini di utilizzo, ma anche su un equilibrato contemperamento di tutti gli interessi. Da un lato, è fondamentale garantire una giusta remunerazione per autori, artisti e produttori; dall’altro, è altrettanto importante assicurare che il meccanismo di prelievo risulti proporzionato e ragionevole e che non sia in contraddizione con gli obiettivi di digitalizzazione, crescita e inclusione perseguiti dal Governo.

In questo contesto ribadiamo che, nel rispetto della giurisprudenza europea, non è necessario estendere il prelievo al cloud: l’attuale sistema già remunera la copia privata tramite i dispositivi.

Sosteniamo una soluzione più equa e trasparente e auspichiamo la revisione delle tariffe allo scopo di favorire una raccolta più efficiente delle risorse per gli autori e la SIAE, senza danneggiare i consumatori e le imprese italiane, con interventi di contrasto all’evasione dell’equo compenso e di tutte le relative imposte in un contesto di competitività leale e legale.

L’aumento delle tariffe rischia, inoltre, di determinare un’ulteriore distorsione del mercato, favorendo le importazioni parallele e l’evasione e riducendo le entrate derivanti dal compenso per copia privata, con effetti negativi per l’intero sistema Paese.

Le associazioni ribadiscono, quindi, la necessità di un intervento che garantisca un equilibrio tra la tutela dei diritti degli autori e un sistema di prelievo coerente con l’evoluzione delle modalità di fruizione dei contenuti digitali.

In assenza di ulteriori chiarimenti su questi aspetti e alla luce delle considerazioni emerse l’unica strada percorribile sarà quella del ricorso amministrativo.

Press info: Blum. Business as a medium
Viola Contursi, viola.contursi@blum.vision