Hitachi aderisce a B2Blood

«Un’iniziativa dall’approccio gradevole e positivo»

Con queste parole il responsabile del marketing e delle operazioni di post vendita di Hitachi Europe Paolo Caimi ha salutato l’arrivo in azienda delle unità mobili di Avis per la donazione del 24 maggio scorso effettuata nel quadro del progetto B2Blood. Nell’attesa di un’auspicata replica.

Di Roberto Carminati

Uomo simbolo e testimonial d’eccellenza dell’adesione di Hitachi Europe al progetto B2Blood che Assintel patrocina insieme all’Avis di Milano è Leonardo Nannetti, partito alle cinque e un quarto del mattino da Firenze e pronto a offrire il braccio alle siringhe dell’unità mobile dell’Associazione dopo essersi sorbito anche gli immancabili ingorghi sulle strade del capoluogo lombardo. Ma per l’intera divisione di Milano della multinazionale nipponica la partecipazione al progetto sponsorizzato da Ca Technologies, Oracle, Sap ed Esprinet è stata motivo di soddisfazione e orgoglio: «Si è trattato di un’opportunità accolta con grande entusiasmo da tutti coloro che sono in grado di donare», ha commentato infatti Paolo Caimi «ed è un segno di forte attenzione verso la società in cui tutti viviamo». In più, nonostante che presso Hitachi Europe i controlli sulla salute siano effettuati periodicamente, «B2Blood ci ha data l’opportunità di un ulteriore check up di estrema completezza e anche questo è stato percepito come un beneficio aggiuntivo, salutato molto positivamente». Quanto all’esperienza personale di Caimi, «B2Blood mi ha presentata la chance di tornare a donare dopo 15 anni», dice.

Un humus fertile per la responsabilità sociale
Presso Hitachi Europe Avis ha in parte aperto porte già schiuse da una sensibilità aziendale decisamente elevata. Qui nessuno ha dovuto farsi pregare per finanziare le azioni di solidarietà a favore dei colleghi e delle popolazioni del Sol Levante squassate dal terremoto e dallo tsunami di inizio marzo: «E più in generale credo che Hitachi si dimostri sempre propositiva», dice Paolo Caimi, «verso tutte le iniziative capaci di dare valore all’individuo, dentro e fuori dai nostri uffici».
Non a caso in occasione del centenario dell’azienda quadri e dipendenti della Filiale Italiana di Hitachi si sono rimboccati le maniche lo scorso anno per piantare ciliegi nell’orto botanico di Milano; mentre in altri casi focus delle attività di Hitachi Europe sono state le elargizioni a favore di ospedali e volontariato nel cuore dell’Africa. Ma se l’attenzione alla responsabilità sociale è elevata ed è facile coinvolgervi la comunità aziendale nella sua totalità, più difficile è comunicare che cosa si fa e perché: «La Corporate social responsibility è tema di costante confronto al nostro interno, dice Caimi, «normalmente preferiamo non pubblicizzare all’esterno le iniziative intraprese, ritenendole appartenenti ad una sfera più privata della nostra società in una sorta di nobile pudore aziendale. E’ possibile che in futuro si desideri trovare una forma discreta di comunicazione che possa agevolare un circolo virtuoso di emulazione »