Responsabilità sociale:
un elemento (sempre più) strategico per l’impresa
di Roberto Carminati

I risultati del recente Forum CSR organizzato dall’Associazione bancaria italiana (ABI) mostrano che la Corporate social responsibility non è più vissuta come una pura questione di immagine risolvibile con atti di beneficenza, ma come un elemento cruciale per la produttività e il business.

Nonostante le difficoltà nell’attuazione di politiche e progetti mirati, le aziende di casa nostra concedono alla responsabilità sociale d’impresa un’importanza crescente. Lo dimostrano voci e numeri in arrivo dal sesto Forum Csr di Roma organizzato nelle giornate del 20 e del 21 gennaio scorsi a Roma dall’Associazione bancaria italiana o Abi. Una ricerca curata per l’occasione da Csr Manager Network Italia (www.csrmanagernetwork.it) con il supporto di Altis (http://altis.unicatt.it/) e Isvi (www.isvi.org) mette in luce come l’87,5% delle figure aziendali dedicate alla Csr (Csr Manager) e l’80,5% dei direttori del personale consideri la Corporate social responsibility un elemento strategico per l’industria. I due gruppi di intervistati interpretano tuttavia il tema in maniera diversa. I primi pongono l’accento sulla necessità di azioni che promuovano il rispetto dell’ambiente presso i lavoratori. Per gli Hr manager la responsabilità sociale è invece più saldamente legata alla produttività e si estrinseca per esempio in programmi di supporto agli impiegati più anziani che le riforme del sistema pensionistico in molti Paesi europei stanno incentivando a lavorare più a lungo.
Dal Forum capitolino emerge la necessità di un confronto sempre più serrato fra responsabili human resource e specialisti aziendali della Csr, con l’auspicio che dalla loro collaborazione possa scaturire una decisa affermazione della sostenibilità fra i principi di gestione delle risorse umane.

Su questa falsariga viaggia il protocollo d’intesa siglato nel corso del Forum con il Ministero per lo Sviluppo economico. Il trattato nasce con l’obiettivo di favorire il dialogo fra imprese, istituzioni e organizzazioni dei più diversi settori produttivi in materia di Corporate social responsibility, con particolare attenzione al mondo delle piccole e medie aziende.
E muove dalla consapevolezza che adeguate politiche di sostenibilità ambientale e sensibilità sociale possano contribuire fortemente alla tenuta del tessuto socioeconomico nazionale favorendo la fiducia dei mercati e agevolando in questo modo l’uscita dalla crisi.

Alla chiamata alle armi la quasi totalità del comparto finanziario tricolore ha già risposto senza esitazioni: “Presente!”.
Secondo il Forum, la cui seconda giornata di lavori aveva come leitmotiv il tema “Sostenibilità e core business aziendale: un’integrazione che dà valore”, l’80% degli appartenenti al sistema bancario è pronto a sottoscrivere impegni formali a favore della Csr. E i motivi della scelta sono ben chiari nelle parole del direttore generale di Abi Giovanni Sabatini: “L’integrazione della Csr nel business - ha dichiarato - dev’essere sostanziale, fare parte di strategie, processi, operazioni, delle relazioni quotidiane con gli interlocutori. Se la sostenibilità entra in questi ambiti, allora può efficacemente contribuire alla tenuta del tessuto economico e sociale, favorire la fiducia nel mercato e l’accelerazione della ripresa dalla crisi. Le politiche messe in campo dalle banche hanno forti componenti di promozione e di sostegno allo sviluppo delle famiglie, delle imprese e del Paese in generale”.