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2011 - Professioni ICT e crisi:
gelo nel mercato del lavoro

Nel 2011 meno posti fissi, più partite IVA.
Le retribuzioni crescono meno dell’inflazione, cala il potere d’acquisto delle figure IT. Poca formazione e pochi percorsi di carriera. Tariffe professionali ai minimi e PA al palo.

Tra calo degli ordinativi, crollo della marginalità e taglio dei costi interni, il mercato dell’Information & Communication Technology continua a fare i conti con la crisi ed il “mercato del lavoro” ne  rispecchia le dinamiche principali.
Sono 129.000 le imprese ICT a saldo del primo semestre dell’anno, per oltre 600.000 addetti: l’occupazione rallenta la caduta ma ancora ha saldo negativo (-0,2%), il 71% delle imprese è a crescita zero. Calano gli occupati “tradizionali” (sono il 78% del campione) mentre crescono quelli atipici (22%). La crescita inarrestabile del “popolo delle partite IVA” guadagna un altro 3% e sfiora quota 153.800 (sono il 25%), compensando in modo improprio il deflusso occupazionale del lavoro dipendente innescato dalla crisi. Le retribuzioni crescono meno dell’inflazione: il divario medio si avvicina al 2%.
Sul fronte delle tariffe professionali, il trend è negativo da un decennio: le tariffe medie nel 2011 segnano un ulteriore ribasso del -2,6%, dopo il -1,7% dello scorso anno e il -8,1% nel 2009, in particolare nel mercato della PA.

Questi alcuni dei dati che emergono dall’Osservatorio dei profili professionali nell’IT, presentato a Milano il 13 dicembre 2011.

“Il taglio dei costi come strategia di sopravvivenza è la tentazione più pericolosa per le aziende tecnologiche, perchè sviluppo, formazione e innovazione dei talenti sono la garanzia del loro stesso esistere sul mercato”, commenta Giorgio Rapari, Presidente di Assintel. “In quest’anno di crisi sono stati fatti alcuni passi avanti: il più difficile ed importante è stato il rinnovo del CCNL del Terziario, in cui è stata finalmente inserita una parte speciale per le figure professionali ICT. Manca ancora un sistema di aggiornamento che riesca a stare al passo con la velocità di mutamento del mercato, specialmente riguardo alle professioni del web e, più in generale, a quelle per la microimpresa.” Continua Rapari: “Ora però servono misure per incentivare lo sviluppo dei talenti: è assolutamente urgente introdurre lo strumento del voucher formativo per la piccola impresa, oltre che forme flessibili di valorizzazione delle competenze e dei meriti”.

[Leggi il comunicato stampa] [download slide] [Osservatorio tariffe ICT] [ediz. 2010]

 

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