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Un Manifesto per sostenere l’Innovazione:
ecco la ricetta di Confcommercio e Assintel per il Governo.
Rapari presenta con la sua Commissione per l'Innovazione la road map per l'ICT al Governo.
Sangalli e Brunetta firmano un protocollo per l’avvio di un Tavolo congiunto sull’Innovazione nelle micro e piccole imprese. |
Un Manifesto per l'Innovazione
[Download integrale]
Le reason why di
Giorgio Rapari
La sensazione che sia indispensabile ripartire, per chiudere al più presto fuori dalla porta i brutti ricordi di un lungo periodo di crisi economica, è forte e ormai generalizzata.
Ma c’è anche un’altra sensazione, che segue la prima sottotraccia e non sempre è chiaramente distinguibile: è la consapevolezza che non basta chiudere la porta a doppia mandata e riprendere la strada dove la si era lasciata.
Perchè questa crisi ha scoperchiato quello che tutti sapevamo ma che preferivamo non vedere: la vecchia e lustra parabola della dolce vita made in Italy ha raggiunto il punto di flesso, di non ritorno. Quella stessa parabola che ci ha permesso finora di “vivere di rendita”, di restare ancorati a logiche superate senza investire nel futuro, di seguire un tenore di vita pari a quello dei maggiori Paesi sviluppati senza sostenerci con strutture altrettanto sviluppate, ora ha cominciato a flettere verso il basso.
E su questa traiettoria in declino non è più possibile contare.
E’, a ben vedere, una criticità che tocca in primis la dimensione culturale, che parla linguaggi obsoleti e tocca meccanismi profondi, come l’avversione innata al cambiamento e l’ancoraggio al passato piuttosto che il lancio al futuro.
E’ il linguaggio del digital divide, per cui l’Innovazione non è percepita come un investimento strategico per il business ancora da enormi sacche di imprenditori in tutto il territorio; e per cui quasi il 30% delle micro imprese non ha nemmeno un PC per la semplice ragione che non ne vedono l’utilità.
E’ il linguaggio del mercato del lavoro, che parla ancora di “salari” e di “industria”, come se non si sapesse che siamo ormai un’economia del Terziario, costituita per la stragrande maggioranza da micro e piccole imprese che producono servizi.
E’ il linguaggio della burocrazia, il Grande Elefante che sembra esistere unicamente per ostacolare l’attività delle nostre aziende.
Ed infine, è il linguaggio della Politica, che non ha ancora un vero piano strategico nazionale di sviluppo dell’Innovazione, che preveda finanziamenti strutturali per le imprese, azioni capillari di formazione e sensibilizzazione, ampliamento delle infrastrutture tecnologiche, politiche di sviluppo delle filiere attraverso l’ICT, in definitiva governance del cambiamento.
Questa crisi ha messo al centro della riflessione globale il tema della Global Networked Society, cioè dell’interconnessione a matrice dei sistemi socio-economici, di cui il web – e le tecnologie che su quella piattaforma si sviluppano – sono l’elemento comune.
Vincere o perdere, nella nuova arena competitiva, dipende allora dalla capacità delle singole realtà – individui, aziende, Stati – di essere “update” in un contesto di estremo e continuo cambiamento: la variabile che acquisisce un’importanza senza precedenti è la velocità. Che è, in definitiva, stare al passo con la continua Innovazione, diventata paradigma della nuova società. Attenzione però a non farsi fuorviare dal termine: più che di prodotti, stiamo parlando di processi.
La competitività si gioca sulla razionalizzazione e l’ottimizzazione di organizzazioni, procedure, sistemi;
e l’ICT è lo strumento per raggiungere questi obiettivi.
Per queste ragioni è stato deciso di presentare un Manifesto: per stendere una road map che ci consenta di riguadagnare terreno e riorganizzarci strutturalmente alla luce del paradigma dell’Innovazione.
Già un’edizione fu presentata nel 2007, non sull’onda di una crisi economica ma di una ricerca, peraltro allarmante, da noi condotta sul divario digitale nella micro e piccola impresa.
Il problema culturale fu rilevato allora e permane oggi, tuttavia aggravato dal fattore velocità e dal progredire delle interconnessioni dei sistemi.
Gli interventi che allora auspicammo sono stati solo in parte presi in considerazione, in modo incompleto e non tempestivo. Oggi la crisi ha messo sul piatto non solo i nodi ancora irrisolti, ma anche i nuovi fattori che nel frattempo sono emersi.
E’ allora risultato ineludibile ripartire là dove ci eravamo fermati e fare un nuovo punto della situazione, per sollecitare i responsabili ad agire.
Questo Manifesto si rivolge in primo luogo al Governo e al Legislatore.
Ma anche a tutti gli altri Stakeholder, Isitituzioni, Enti locali, Associazioni, Imprenditori, Società civile.
Confcommercio-Imprese per l’Italia e la sua Commissione per l’Innovazione e lo Sviluppo d’Impresa sono pronte a collaborare per non lasciare cadere nel vuoto delle parole questa occasione, e contribuire ad avviare un vero e stabile Rinascimento nel nostro Sistema-Paese.
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Senza una politica sistemica di sviluppo dell’Innovazione il nostro Paese è destinato a perdere la sfida della competitività: con questa consapevolezza Confcommercio e Assintel hanno presentato al Ministro Renato Brunetta il Manifesto per l’Innovazione, vademecum per una strategia concreta di intervento su vari livelli.
E proprio sul livello della lobbying istituzionale Assintel ha giocato la sua partita per l'ICT, che necessariamente si può svolgere solo attraverso il brand nazionale di Confcommercio, a cui Assintel appartiene come associazione di categoria.
Il convegno, che si è svolto il 12 maggio nella sede confederale di Roma, è stato il punto d’arrivo del lavoro svolto dalla Commissione Innovazione tecnologica e Sviluppo d’Impresa di Confcommercio, presieduta dal Presidente Assintel Giorgio Rapari, che negli ultimi mesi ha dato una decisa accelerazione al lavoro di relazione con le Istituzioni, sotto il pressing di una crisi economica che sta impattando senza sosta sia sulla Domanda, sia sull’Offerta ICT.
Il mercato IT nel primo trimestre dell’anno è infatti scivolato al –25,8% rispetto al medesimo periodo di un anno fa, secondo le Anticipazioni dell'Assintel Report, mentre 1,2 milioni di micro imprese è ancora del tutto non informatizzato, secondo l’Osservatorio banda larga di Between. Se poi guardiamo alla disponibilità di banda larga per le imprese, il 32% dei distretti industriali addirittura non dispone di collegamenti in grado di arrivare ai 20 Mbit/s.
Su questo scenario tanto la PA quanto l’Unione Europea possono avere un ruolo decisivo e propulsivo.
In particolare, il Ministro Brunetta ha sottolineato come sia necessario “cercare di uscire dalla mitologia delle riforme, anche perché i due pilastri sui quali si possono basare tutti i cambiamenti dei quali ha bisogno il nostro Paese ci sono già. Sono la riforma della pubblica amministrazione e il federalismo fiscale”. “Due riforme – ha sottolineato Brunetta - che servono proprio a far funzionare lo Stato, quindi l'amministrazione e i vari livelli di governo, fare aumentare la produttività e risparmiare”. Secondo il ministro "tutte le altre misure sono un corollario di quelle riforme. Logiche conseguenze della stessa strategia che già riguarda scuola, università, giustizia, sicurezza”. Brunetta, parlando di innovazione ha detto che una vera rivoluzione copernicana sarebbe quella di dotare imprese, pubblica amministrazione e famiglie della posta elettronica certificata. “Se tutte le imprese del Patto del Capranica – ha detto Brunetta - si dotassero di questo strumento, innescherebbe una vera e propria rivoluzione culturale”, la quale a cascata impatterebbe sull'approccio all'Innovazione di tutto il Sistema Paese.
La Commissione Europea, per voce di Franco Accordino (Direzione Infrastrutture e tecnologie emergenti) ci anticipa l'orientamento a stanziare 170 milioni di euro nel biennio 2011-12, per la realizzazione di una “piattaforma” per il web del futuro, che supporti un successivo programma di accesso e utilizzo avanzato da parte delle PMI hightech prima, e delle aziende utenti poi.
>> Comunicato stampa
>> Download atti del convegno
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La firma del Protocollo d'Intesa per l'ICT nelle micro e piccole imprese
A conclusione del convegno, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta e il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli hanno firmato un protocollo d’intesa per l’istituzione di un tavolo congiunto per lo sviluppo di misure strategiche a sostegno dell’innovazione delle micro e piccole imprese attraverso l’ICT.
>> Vai al Protocollo d'intesa |
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